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L’eco si è spenta: Buona Luna delle Fragole.

E sono qui, a distanza di tempo, in concomitanza con la Luna Piena delle Fragole in Capricorno.

Una lunazione che cade nella mia prima casa, l’Io.

Il Sole, dall’archetipo del Cancro, illumina una domanda: chi sei? Dove sei? Sei autenticamente te stessa?

E in altri tempi forse mi sarei fermata a riflettere un secondo.

Io so chi sono.

So cosa sono.

So cosa voglio e dove voglio andare.

Ecco, ragazzi, l’astrologia non è uno strumento predittivo, ma una bussola interiore intrecciata con l’orologio cosmico.

Per tutta la vita un’eco mi ha sempre spinto lontano da me, cercando la mia realizzazione attraverso l’altro.

Chi è l’altro?

Sono cresciuta con il terrore di essere malvagia come mio padre e questo ha fatto sì che mi rimpicciolissi, sentendomi sbagliata ed egoista ogni volta che desideravo qualcosa, autoconvincendomi di non meritare nulla.

Il nulla.

Briciole emotive di uomini rotti e turpi nella loro moralità.

Una parte di me, per una frazione di secondo, ha rinnegato tutto, ma poi, con riflessi felini, ha esclamato:

«No, cazzo!»

In fin dei conti sono l’equazione, in un tempo non definito, anche grazie a loro.

Loro.

Loro.

Loro.

Loro.

È sempre loro.

L’influenza dei miei valori bilancini e della settima casa.

Ma loro, dopo quasi cinquant’anni, hanno forgiato la vera me: una donna con così tanta energia yang da poter spaventare anche il più irrisolto dei misogini.

Estinta l’eco delle mie antenate, nel cercare qualcuno per sentirmi protetta e completa, ho compreso… o meglio, si è sciolto il senso di colpa.

Quel senso di dovere verso un clan di donne che si sono sottomesse e hanno sofferto abusi, tradimenti, svalutazioni o, peggio ancora, abbandoni.

No, mie care.

Io vi abbraccio.

Vi guardo negli occhi.

E vi esorto a camminare a testa alta, guardando la vostra Discendente mentre prenderà a calci nel culo ogni miserabile che proverà anche solo una di queste cose.

Nel mio tempo le donne sono libere.

Sono indipendenti.

Non hanno bisogno del patriarcato o del dominio di un piccolo maschio.

Ed è a loro, e a voi, mie care, che so cosa voglio essere da grande.

Un’astrologa specializzata in genealogia e, magari, anche in costellazioni.

Per voi.

Per tutte quelle anime che continuano a inciampare in quell’eco ricorrente.

In questi ultimi giorni ho abbandonato i panni della dilettante e mi sono mostrata per quella che sono: forte, empatica e risolutiva.

E, in tutto questo, la mia neurodivergenza non è più quel continuo:

«Sei strana.»

«Sei troppo emotiva.»

«Sei troppo contorta.»

Io contorta?

Forse complessa.

Complicata, sì.

Contorta no.

Se io vedo quello che altri non vedono, non è un mio handicap.

È solo l’ennesimo: loro.

L’astrologia ormai assorbe gran parte della mia giornata, lasciandomi un po’ di spazio per la lettura e qualche… anzi, tanti video di cartomanti.

Mi ossessionano per il fatto che sono costruiti a tavolino per agganciare la sofferenza delle persone e attrarle a sé.

Insomma, un altro pattern ego-riferito, o narcisisticamente orientato.

Bando alle ciance.

Per la prima volta vedo la luce che illumina il mio cammino e lì, in fondo, non vedo un uomo ad attendermi.

Vedo la mia carriera.

La mia realizzazione personale.

La mia felicità.

Non a caso, a settembre inizierò il corso di astrogenealogia e mi sto già tormentando per capire come riuscire a mettere i soldi da parte senza intaccare il budget mensile e senza andare in affanno.

Quindi, miei cari lettori, non l’ho mai chiesto prima.

Lanciatemi un pensiero positivo.

Come io vi lancio la mia scarrupata vita fatta di alti e bassi, scossoni e bestemmioni.

Buona Luna delle Fragole.

Passo e chiudo.

IlDiariodiunaCri

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